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Programma di massima per un Corso residenziale di  

CONSULENZA/SUPERVISIONE PROFESSIONALE

per gli Operatori del Settore materno infantile dell'AUSL n. 1 - PESARO

 

 

Tema generale 
L'approccio pluridisciplinare alla famiglia multiproblematica in un Servizio Pubblico - Settore materno infantile. 

Obiettivi 
Il cittadino che arriva al Servizio pubblico porta spesso una richiesta d’aiuto che ha in sé numerosi elementi di confusione che, se da una parte ne evidenziano la complessità, dall'altra pongono all'operatore l'urgenza di muoversi verso una più chiara definizione del problema. 
Questa operazione, pure del tutto necessaria, è resa ancor più difficile dal fatto che l'incontro con l'utente, soprattutto nei casi di famiglie multiproblematiche, con tutto il carico delle richieste che porta, stimola nell'operatore una risonanza emozionale che non può venire ignorata. Questa, infatti, lo porta a collocarsi, in modo più o meno consapevole, tra due atteggiamenti, apparentemente opposti: o di tipo difensivo, caratterizzato da distacco e negazione del proprio coinvolgimento emotivo, oppure di intensa partecipazione che non permette, però, quella "distanza di sicurezza" necessaria per una corretta comprensione del problema, indispensabile per la progettazione e l'attuazione di un intervento adeguato. Tra queste due modalità, naturalmente, vi è tutta una gamma di sfumature, direttamente dipendenti dalla capacità dell'operatore di porsi in relazione con l'altro: la possibilità di tollerare il disagio che l'incontro con la sofferenza altrui comporta, la capacità di tollerare il proprio vissuto di impotenza senza venirne sopraffatto... E' necessario saper riconoscere, in ognuno di questi comportamenti e atteggiamenti, quelle reazioni individuali che comunque hanno un significato, in quanto espressione della dimensione personale dell'operatore. 
Questi elementi appartenenti all'individualità di ciascuno si incontrano poi, all'interno di un Servizio, con la dimensione individuale di ciascun altro e, se non sufficientemente considerati, possono tramutarsi da fonte di ricchezza - data dalla sommatoria delle potenzialità - a impedimento alla comprensione tra colleghi, quindi a ostacolo per un lavoro d'équipe che sia la risultante dell'incontro tra professionalità e competenze diverse. 
Gli studi universitari, del resto, raramente formano e preparano il futuro professionista a cogliere i segnali significativi nella relazione con l'altro e a saper usare correttamente sé stessi, nel senso di conoscere di sé capacità e limiti, nella consapevolezza che le conoscenze acquisite, proprie di ciascuna disciplina, si giocano nella relazione personale che ciascuno pone in essere sia con gli utenti che con i colleghi dello stesso Servizio. 
Il Corso vuole offrire agli operatori che vi partecipano un'occasione per potenziare questa consapevolezza, perché possano disporre sempre più liberamente delle proprie capacità di rapportarsi all'altro (utente e collega) al fine di attivare una relazione di aiuto "sufficientemente buona". 

Contenuti 
Il Corso si muove lungo tre linee fondamentali: 
a. Studio e approfondimento della psicologia della famiglia e delle relazioni familiari (ciclo evolutivo della famiglia; la struttura familiare; relazioni tra le generazioni: nonni, genitori e figli; la famiglia come risorsa di energie; famiglia e individuo; il colloquio e l'intervento con la famiglia). E' all'interno della famiglia che il problema si presenta ed è la famiglia il luogo privilegiato in cui è necessario attivare le energie di soluzione; 
b. La relazione tra l'operatore e l'utente pone l'operatore nella necessità di non perdere di vista che egli stesso è lo strumento privilegiato del proprio lavoro: l'osservazione e l'analisi del proprio coinvolgimento emozionale è una costante irrinunciabile per un buon utilizzo delle conoscenze professionali; 
c. Le relazioni tra i Servizi e tra gli operatori che interagiscono su un problema sono elemento determinante per la qualità dell'intervento, da una comprensione corretta della richiesta fino alla elaborazione e alla messa in atto della risposta. Ciò comporta la necessità di porre l'attenzione all'analisi delle interazioni sia tra i Servizi che tra le diverse figure professionali. 

Metodo di lavoro 
Il lavoro si svolge avendo come punto di partenza la supervisione dei casi che i partecipanti desiderano approfondire nel gruppo di formazione. 
Dallo studio del singolo caso il gruppo viene guidato 
a. verso la chiarificazione e l'approfondimento dei parametri di riferimento (epistemologia) che sottostanno all'intervento; 
b. verso l'osservazione e l'analisi delle relazioni poste in atto dagli operatori con l'utente; 
c. verso l'osservazione e l'analisi delle relazioni tra gli operatori (e Servizi) coinvolti. 
 
Aspetti organizzativi 
Il lavoro prevede incontri a cadenza mensile di 4-5 ore ciascuno (in date e orari da concordare tra il supervisore e i partecipanti) da gennaio a dicembre 1998 per un totale di 10 incontri. Per un massimo di n. 15 partecipanti. 
 
Docente/supervisore 
FEDERICO CARDINALI, psicologo psicoterapeuta; 
Ordinario didatta della Società Italiana di Terapia Familiare (SITF), della Società Italiana di Psicologia e Psicoterapia Relazionale (SIPPR) e della European Family Therapy Association (EFTA); 
Direttore dell'Istituto di Terapia Familiare di Ancona; 
Didatta dell'Accademia di Psicoterapia della Famiglia (Scuola riconosciuta dal Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica come scuola di formazione post universitaria in psicoterapia per medici e psicologi); 
Psicologo dirigente della AUSL n. 5  JESI (AN).

Ancona, 23 luglio 1997

Consulenze e Supervisioni