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VOCE DELLA VALLESINA
Settimanale di informazione

LA MENTE E L'ANIMA - Colloqui con lo psicologo

di FEDERICO CARDINALI

cardinali@itfa.it
 


 

 

 

 

Una ricerca allarmante della Bocconi e di ImparaDigitale

 

Telefonini & C.

 

15 dicembre 2019

 

 

Non so se ce la faremo. Noi adulti, genitori zii e nonni da una parte e insegnanti dall’altra, o siamo cieco-sordomuti o continuiamo a guardare altrove per non vedere l’inquinamento digitale dentro il quale facciamo crescere i nostri bambini e i nostri ragazzi. Volevo essere prudente e un po’ sospettoso di fronte a quanto mi arriva quotidianamente nella clinica con le famiglie che hanno figli in età scolare: se vengono da me, dicevo, significa che hanno qualche problema, quindi non sono un campione rappresentativo della realtà. Per la verità non ci credevo, ma continuavo a dirmelo, nel tentativo di convincermi. Troppo è l’inquinamento digitale che si respira in quelle famiglie. Figli e genitori.

Ma ora arriva questa ricerca. Sono l’università Bocconi e l’associazione ImparaDigitale ad averla promossa. Ha coinvolto 1.499 studenti, 848 genitori, 80 consigli di classe e 134 insegnanti. Insieme hanno dato oltre 600mila risposte. Non è l’intera popolazione, ma il campione è piuttosto significativo. E l’allarme di cui abbiamo parlato tante volte anche in queste pagine trova tutta la ragione per essere tenuto rosso.[1]

 

Qualche dato. Un figlio su tre dice di aver ricevuto il cellulare tra i 6 e gli 8 anni; ma è meno di un genitore su cinque che ammette di averlo fatto. Qualche ragazzo ricorda addirittura di averlo ricevuto prima dei 3 anni. A scuola un alunno su quattro (23%) utilizza il cellulare di nascosto. E a casa? Guardiamo solo la sera. Sette su dieci lo portano a letto con loro: i bambini della primaria (elementari) lo tengono acceso in media fino a poco dopo le 23; i ragazzini delle medie fino alle 23:40; i ragazzi delle superiori fin oltre la mezzanotte. Anche se la metà dei genitori sostiene che loro non li hanno autorizzati a tenerlo in camera.

 

La prima riflessione è una domanda: dove sono gli insegnanti a scuola se un ragazzo su quattro riesce ad usare il telefonino di nascosto senza nessun problema. Ma i ragazzi dicono che anche gli insegnanti spesso sono con il cellulare in mano. Quindi?

Parallelamente possiamo chiederci dove sono i genitori, soprattutto la sera. Sapendo bene quanto sia importante il sonno. Per tutti. Ma soprattutto per bambini e ragazzi il cui cervello è ancora in formazione e il tempo e la qualità del sonno sono essenziali per un suo sviluppo sano. I genitori, lo sappiamo, la sera sono stanchi. E postati davanti alla tv, pure essi, magari, con il cellulare in mano. Quando non sono su Facebook con le loro chat.

 

Proviamo a ragionare un momento. È lapalissiano che portare il cellulare a letto significa perdere ore di sonno. Non solo. Addormentarsi dopo essere stati tanto tempo con gli occhi davanti ad uno schermo disturba la qualità del sonno. Sia nell’addormentamento, che diventa più difficile, sia nella profondità di cui il cervello ha bisogno: ripeto, soprattutto in età evolutiva. Ma non solo. Il disturbo si verifica anche per noi adulti. Insonnia, irrequietezza, mal di testa, stanchezza che non si riesce a smaltire... sono gli ingredienti di un uso smoderato di queste tecnologie.

Bambini e adolescenti irritabili, distratti, incapaci di prestare attenzione anche solo per pochi minuti consecutivi. Sia a scuola sia a casa quando devono studiare e fare i compiti. Allora li portiamo dallo psicologo che, con tutto il suo sapere, emette la diagnosi: ADHD (Disturbo dell’attenzione e iperattività); DSA (Disturbo specifico dell’apprendimento) con tutte le sue innumerevoli sottospecie: dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia, ecc. Sono le diagnosi che ora vanno per la maggiore. Poi, vedrete, arriveranno anche a proporvi l’uso del computer per la riabilitazione. E così ci siamo costruiti un perfetto circolo vizioso, con la benedizione dello specialista di turno – che intanto si è assicurato la sua lauta parcella!

 

Cari genitori, prendetevi cura dei vostri figli. Regolamentate il tempo in cui possono usare telefonini e tablet. Controllate anche l’uso che ne fanno. E adesso, in tempi di regali, non cadete nella facile trappola di comprare il cellulare o il tablet ultimo-modello perché loro ci devono... studiare. O essere connessi con gli altri. Vi diranno pure che gli insegnanti danno indicazione di farci le ricerche. Regalate piuttosto un libro. E se proprio non ce la fate, un quarto di quanto spendete per un telefonino spendetelo per qualche libro. Ricordate: più libri, più liberi.

E voi insegnanti aiutate i genitori: solo la scuola può offrire loro l’opportunità d’informarsi e di formarsi sull’uso e l’abuso di questi strumenti. Voi sapete bene che la dipendenza da digitale è oggi il rischio più alto e più frequente per le giovani generazioni. Assai più frequente e non meno rischioso delle classiche dipendenze da droghe o da alcool.

 

 

 

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