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VOCE DELLA VALLESINA
Settimanale di informazione

LA MENTE E L'ANIMA - Colloqui con lo psicologo

di FEDERICO CARDINALI

cardinali@itfa.it
 


 

 

 

Natale. Di fronte ai seminatori di odio e ai razzismi di ritorno

 

Gesù ebreo

 

22 dicembre 2019

 

Gesù, però anche tu nascere ebreo! Non te la potevi risparmiare? Non ce la potevi risparmiare? Lo sai che gli ebrei sono... brutti, sporchi e cattivi. E noi, che ce la mettiamo tutta per essere belli, puliti e di illibata razza bianca, come facciamo a guardarti e a sentirti uno-di-noi? Mi chiedo perché non hai deciso di venire al mondo in un paese civile. Duemila anni fa, possibile che non t’eri accorto che c’era un popolo grande, straordinario, che aveva costruito un impero bellissimo e imponente e portava la civiltà al resto del mondo? Non dico nascere figlio di Cesare, ma almeno cittadino romano sì.

Tu regere imperio populos, romane, memento! Non dimenticare, cittadino romano, tuo compito è governare i popoli, ricordava il grande Virgilio. Da cittadino non avresti avuto problemi con lo jus soli o con lo jus culturae – guarda quante storie di questi tempi. Allora i cittadini romani venivano prima di tutti gli altri. Anche noi lo facciamo. Prima gli italiani! diciamo. Del resto anche Paolo, quello al quale hai dato una bella botta in testa buttandolo giù da cavallo, ci teneva ad essere cittadino romano e se l’è giocato perfino in tribunale. Ci si è guadagnato un viaggio gratis fino a Roma!

 

Ma torniamo agli ebrei. Il secolo scorso ci abbiamo provato a farli fuori. Abbiamo dato loro un bel colpo, ma non ci siamo riusciti. Pensa, c’è perfino qualcuno che è riuscito a sopravvivere ai campi di sterminio. Non solo, continuano pure a stare tra noi. Con i loro libri. Con i loro ricordi. Perfino in carne ed ossa. Testimoni pericolosi!

Ora ti dico l’ultima. Una nonnina, Liliana Segre – anche lei sopravvissuta ai campi – ha osato dire che tu eri ebreo. Gesù, un ebreo! Ma noi siamo fortunati: abbiamo politici coraggiosi che sanno rimettere le cose al posto giusto. Uno di loro infatti – basso è il suo potere ancora, è solo un consigliere comunale, ma sta’ tranquillo che farà strada, dato il livello culturale e la forza delle sue idee – ha fatto sentire la sua voce in tua difesa. Riportano i giornali che con coraggio ha dichiarato: “Inviterei anch’io questa simpatica nonnina a bere un tè. Massima stima, grande ammirazione. Però mi ha un po’ confuso e da profondamente cattolico mi sono sentito offeso perché ha detto che Gesù era ebreo”. Il buon cuore non gli manca, come vedi, un tè glielo offre, anche se è ebrea e, cosa ancor più grave, anche se ha detto che tu pure sei uno di loro. Come, non sei tu cristiano e profondamente cattolico? Tu un ebreo! Come lei. Non mi chiedere il nome di questo signore: ti basti sapere che è consigliere comunale a Trieste.

 

Ma c’è anche un’altra cosa che non va giù. Matteo scrive che sei stato anche un profugo da bambino. Perseguitato politico, i tuoi ti hanno preso e t’hanno portato oltre confine. In Egitto. Non pare che tu abbia subìto respingimenti. È vero, non eravate sulla nave di un’ong. Sai come sono queste organizzazioni, ci guadagnano sopra. Anzi, aggiungono i ben informati – sempre uomini della politica, naturalmente –, sono addirittura d’accordo con i trafficanti di uomini. Ai tuoi tempi questo non succedeva. Come non succedeva un’altra cosa terribile: un bambino su quattro, oggi, vive in zone di guerra o di fame. Un momento, non venirci ancora a dire che il problema di questi bambini è anche un problema nostro, eh! Noi che c’entriamo? Prima gli italiani!

 

Ebreo. Profugo. Basta? No. Un’altra cosa: eri un laico e hai osato insegnare su Dio. L’avevi trasformato: da dio e signore degli eserciti, giudice e padrone del mondo, a Padre-e-madre di misericordia. E noi, non più servi ma figli. Lo insegnavi per le strade. Ma non ti bastava: sei andato nel luogo più sacro, a Gerusalemme. Nel tempio. Sede del potere. Soprattutto religioso. Sacerdoti, sadducei, scribi, farisei: era casa loro. Come se oggi un povero cristiano pretendesse d’insegnare al parroco, al vescovo o al papa, che il Vangelo viene prima del Catechismo o che la persona, agli occhi di Dio, conta infinitamente più delle norme del Diritto Canonico...

 

Gesù, t’hanno fatto fuori. Lo so, eri perfettamente consapevole che prima o poi ce l’avrebbero fatta. Forse però non t’aspettavi che anche noi ce l’avremmo messa tutta. Non per farti fuori in senso fisico – noi non abbiamo la pena di morte: grazie a Francesco anche la tua Chiesa è arrivata a ripudiarla definitivamente. Ce la mettiamo tutta per farti fuori dai nostri pensieri, dalle nostre scelte. Dal nostro modo di vivere. Pensa solo a come siamo riusciti a trasformare il tuo Natale: una festa vuota, un’ulteriore occasione di spreco. Qualcuno di noi verrà anche alla messa di mezzanotte. Ma non illuderti: appena usciti continueremo a sostenere Prima gli italiani! Nelle conversazioni, nel rifiuto del diverso, nella scelta dei politici giusti (!) cui affidare il governo della nazione.

 

Questi giorni ci diciamo Buon Natale!

Aiutaci, Gesù. Abbiamo un grande bisogno di riscoprire il tuo Vangelo. Che almeno noi che ci chiamiamo cristiani proviamo a ritrovarti fra noi. Nel diverso e nell’emarginato. E a ritrovarti nel Natale Dio-e-uomo-con-noi.

Buon Natale, Gesù.

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